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Abbiamo misurato 88 siti italiani. Il SEO regge, la GEO no.

Di Riccardo

Abbiamo passato 88 siti italiani veri nel nostro motore di analisi: 15 studi legali, 19 studi di fisioterapia, 13 centri estetici, 13 agenzie immobiliari, 28 fra ristoranti e trattorie. Non li abbiamo scelti per trovare disastri. Li abbiamo presi da chi Google mostra già in prima pagina, cercando il mestiere insieme al nome di cinque, sei o sette città italiane e scartando gli elenchi e i portali. Sono siti che funzionano, di attività che pagano qualcuno per il proprio sito.

Il risultato è la cosa più netta che ci sia capitato di misurare: in tutti e cinque i settori il punteggio SEO regge e quello GEO crolla, e non c'è una sola eccezione.

I numeri, prima delle spiegazioni

Il punteggio SEO dice quanto una pagina è leggibile per un motore di ricerca tradizionale. Il punteggio GEO dice quanto è leggibile per un assistente, cioè quanto di ciò che c'è scritto è anche dichiarato in una forma che una macchina può citare senza interpretare.

SettoreSitiMediana SEOMediana GEOScarto
Agenzie immobiliari136730-37
Centri estetici136732-35
Studi legali156533-32
Ristoranti286239-23
Studi di fisioterapia196446-18

La colonna che conta è la prima: la mediana SEO sta fra 62 e 67 in tutti e cinque i settori. Cinque mestieri diversi, siti fatti da agenzie diverse in anni diversi, e lo stesso voto a cinque punti di distanza. La mediana GEO invece va da 30 a 46, cioè si muove tre volte di più.

Perché il numero SEO è così stabile

Perché la SEO ha vent'anni di strumenti dietro. Il tag title, la meta description, la struttura dei titoli, la sitemap, la velocità: sono cose che un tema di WordPress fa da solo, che un plugin controlla, e che chiunque abbia costruito quei siti ha visto almeno una volta in una schermata verde o rossa. Il risultato è un pavimento comune. Nessuno prende 90, e quasi nessuno prende 40.

La GEO no. La GEO non ha ancora un pavimento, perché quasi nessuno la misura, e le cose che chiede non sono cose che si vedono guardando il sito. Un sito può essere bellissimo, chiaro e completo per una persona, e restare muto per una macchina.

Le otto cose che mancavano in ogni singolo settore

Confrontando i cinque gruppi, otto difetti ricorrono in tutti e cinque, senza distinzione di mestiere:

Nessuno di questi otto è un problema di design, di copy o di server. Sono tutti informazioni che il sito possiede già e non dichiara.

Cosa vuol dire, se gestisci i siti dei clienti

Vuol dire che sui siti che hai già in gestione esiste con ogni probabilità uno scarto fra 18 e 37 punti, che il cliente non ha mai visto perché nessuno gliel'ha misurato, e che non richiede di rifare il sito per essere chiuso.

È una posizione scomoda da vendere e comoda da consegnare. Scomoda perché il cliente ti dirà «ma il mio sito è a posto», e avrà ragione: lo è, per Google. Comoda perché la maggior parte di quegli otto punti sono modifiche di mezz'ora per pagina, non progetti.

E c'è una scadenza implicita. Quando un cliente ti chiederà perché il concorrente viene nominato da ChatGPT e lui no, la risposta «abbiamo lavorato sulla SEO» sarà vera e non basterà.

I limiti di questi numeri, detti prima che ce li chiediate

Sono 88 siti, non ottomila: da 13 a 28 per settore. Sono mediane, non medie, e le riportiamo come mediane apposta, perché su campioni piccoli una media si sposta con un solo caso estremo. Sono siti italiani di attività locali: non dicono niente su un e-commerce o su un SaaS. E sono misurati con il nostro motore, quindi con i nostri criteri, che sono pubblici ma restano i nostri.

Quello che questi numeri sostengono è una cosa sola, e la sosteniamo con convinzione: lo scarto fra SEO e GEO non è un caso di qualche sito trascurato, è la regola su tutti i settori che abbiamo guardato. Quello che non sostengono è una percentuale nazionale, e non la scriveremo.

Da dove si comincia

Prendi il sito di un cliente e controlla tre cose, che si vedono in cinque minuti guardando il sorgente: se l'indirizzo compare in un blocco application/ld+json, se c'è uno schema che dichiara il tipo di attività, e se la città compare nel tag title della home. Se le tre risposte sono no, hai davanti lo scarto che abbiamo misurato, e lo hai su un sito che su Google sta benissimo.

Domande frequenti

Quanti siti avete misurato, e come li avete scelti?
88 siti italiani in cinque settori: 15 studi legali, 19 studi di fisioterapia, 13 centri estetici, 13 agenzie immobiliari, 28 fra ristoranti e trattorie. Li abbiamo presi fra quelli che Google mostra già in prima pagina, cercando il mestiere insieme al nome di cinque, sei o sette città italiane, scartando elenchi e portali. Non sono quindi i peggiori del mestiere.
Qual è la differenza fra il punteggio SEO e quello GEO?
Il punteggio SEO dice quanto una pagina è leggibile per un motore di ricerca tradizionale. Il punteggio GEO dice quanto è leggibile per un assistente, cioè quanta parte di ciò che c'è scritto è anche dichiarata in una forma che una macchina può citare senza doverla interpretare.
Lo scarto fra SEO e GEO è uguale in tutti i settori?
No, ma il segno sì. Va da 18 punti negli studi di fisioterapia a 37 nelle agenzie immobiliari, ed è negativo in tutti e cinque i settori misurati, senza una sola eccezione.
88 siti bastano per trarne una conclusione?
Bastano per dire che lo scarto è la regola nei settori guardati, non un caso isolato. Non bastano per una percentuale nazionale, e infatti non ne diamo nessuna. Sono da 13 a 28 siti per settore, e i valori riportati sono mediane, non medie, perché su campioni piccoli una media si sposta con un solo caso estremo.

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